L'ultimo progetto di CleverHealth Network sfrutta l'intelligenza artificiale per migliorare l'efficacia dei trattamenti di fecondazione assistita

Il progetto IVF-AI, guidato dall’Ospedale universitario di Helsinki (HUS) in collaborazione con HPE e CGI, è stato avviato nel mese di novembre del 2024. Questo progetto di collaborazione biennale mira a rivoluzionare i trattamenti di fecondazione assistita grazie all’intelligenza artificiale. Il progetto coniuga medicina, intelligenza artificiale e ricerca clinica, con l’obiettivo di migliorare le probabilità di successo e l’efficienza in termini di costi dei trattamenti di fertilità.

Nel progetto IVF-AI (fecondazione in vitro), HPE (Hewlett Packard Enterprise) e CGI collaborano con HUS nel campo della ricerca e dello sviluppo.

La dottoressa Hanna Savolainen-Peltonen, primario del reparto di medicina riproduttiva dell’HUS, ricopre il ruolo di esperta clinica del progetto e illustra l’aumento della domanda di trattamenti per l’infertilità a livello mondiale. A livello globale, circa il 15 per cento delle coppie che desiderano un figlio soffre di infertilità involontaria, il che rende il progetto estremamente significativo. «Dal punto di vista del paziente, è importante disporre di informazioni realistiche sulle probabilità di successo del trattamento», afferma Hanna Savolainen-Peltonen. Il progetto mira a individuare soluzioni più personalizzate per la scelta dei trattamenti e la loro prevedibilità.

HPE guida lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dei dati nell’ambito del progetto, realizzando modelli predittivi completi che sfruttano i dati dei pazienti e quelli di imaging. Tale modello mira a prevedere la probabilità complessiva di successo dei trattamenti di fecondazione assistita e a raccomandare il percorso terapeutico più adeguato per ciascuna coppia, avvalendosi della medicina personalizzata basata sull’intelligenza artificiale. Inoltre, HPE mira a integrare i risultati del modello di riconoscimento delle immagini embrionali nel modello dei dati dei pazienti per offrire una soluzione completa. «Tradizionalmente, gli embriologi hanno effettuato tali analisi manualmente, ma l’intelligenza artificiale può accelerare notevolmente il loro lavoro, fornendo un’interpretazione più sistematica delle immagini e dei dati numerici. Grazie a questa integrazione nel modello predittivo, compiamo progressi significativi nelle pratiche cliniche e siamo in grado di offrire un approccio più efficace e accurato ai trattamenti di fecondazione assistita», afferma Iveta Lohovska di HPE.


CGI apporta al progetto le competenze in materia di intelligenza artificiale necessarie per lo sviluppo di metodi di riconoscimento nell’ambito dell’imaging medico basati sull’intelligenza artificiale. Miikka Kiiski di CGI afferma: «L’obiettivo è creare una soluzione ampiamente applicabile, in grado di aiutare le coppie di tutto il mondo». L’intelligenza artificiale può essere utilizzata per analizzare immagini pregresse di embrioni e cellule, qualora siano già state effettuate procedure di fecondazione assistita. 

Il progetto è stato concepito per svolgersi in tre fasi: la fase di fattibilità, la fase di proof-of-value e la fase di commercializzazione. Soile Hollmen di HPE spiega che la fase di fattibilità si concentrerà sulla convalida del concetto di progetto e sulla definizione della fase di sviluppo. Per il progetto è già stato creato un ambiente di sviluppo presso HUS Academic, in cui è garantito il trattamento sicuro dei dati. È già stato possibile sfruttare l’ampio volume di dati sui pazienti prodotti da HUS e l’obiettivo è quello di ricavare nuove informazioni dall’analisi dei dati embrionali.

Nella fase di proof-of-value verrà sviluppato un modello di intelligenza artificiale che combini l’analisi delle immagini con le informazioni mediche di base relative alle coppie, al fine di migliorare le previsioni.

L’obiettivo finale del progetto è la realizzazione di uno strumento concreto e commerciale che supporti i trattamenti di fecondazione assistita, fornendo previsioni numeriche e assistenza nella selezione degli embrioni. «L’obiettivo di questo progetto è consentire alle coppie di concepire più rapidamente e ai medici di risparmiare tempo», afferma Hanna Savolainen-Peltonen. Inoltre, il progetto mira ad acquisire nuove conoscenze cliniche sugli embrioni e sui loro potenziali marcatori.

HUS, CGI e HPE sono orgogliose della loro collaborazione, dalla quale ci si aspetta che scaturiscano risultati di ricerca significativi a sostegno delle coppie che non riescono ad avere figli. Si intende inoltre produrre pubblicazioni scientifiche. Il progetto consentirà inoltre di ottenere un’importante verifica della qualità degli algoritmi.


Figure chiave del progetto IVF-AI:
Hanna Savolainen-Peltonen, HUS

Soile Hollmen, HPE

Miikka Kiiski, CGI

Tiina Puurtinen, CHN